
Il 25 aprile non è una data importante solo per l'Italia, ma anche per il Portogallo, in quanto è l'anniversario della caduta del regime fascista più longevo d'Europa (avvenuto appunto il 25 aprile 1974) e l'inizio della democratizzazione del paese.
Bisogna ringraziare i militari, che, contrariamente a quello che sia mai avvenuto in ogni altra parte del mondo, furono gli artefici di questa rivoluzione (incruenta, alla fine si conteranno "solo" 4 morti e pochi feriti), in quanto stufi di dover portare avanti e rischiare la propria vita in assurde, anacronistiche ed improduttive guerre coloniali in Angola e Mozambico, che avevano portato ad un impasse economico il paese.
In precedenza c'erano stati pochi segnali di ribellione al regime, che venivano prontamente repressi. Negli ultimi tempi cominciarono ad intensificarsi manifestazioni degli studenti universitari che chiedevano una democratizzazione dello studio. All'interno dell'esercito, si formo un gruppo di militari contrari al regime e alla sua politica coloniale, il
Movimento das
Forças Armadas. Fu quest'ultimo, comandato da
Otelo Saraiva de Carvalho ad organizzare il golpe che pose fine al estado novo.
Il via alle operazioni fu dato dalla trasmissione in ordine stabilito, di due canzoni dalle onde di "
Limite", il programma musicale quotidiano notturno di "
Rádio Renascença". Sul giornale del giorno precedente era stato scritto un articolo che invitava all'ascolto di tal programma ed il conduttore del medesimo era riuscito a fare passare per le maglie della censura interna della radio, emittente cattolica legata alla curia lisbonese, la scaletta scelta dai militari. Alle 23 del 24 aprile fu trasmessa la
primeira senha "
e depois do adeus" di
Paulo de Carvalho una sciatta canzone d'amore che aveva vinto un qualche festival della canzone simil Sanremo. A mezzanotte e 20 fu la volta della
celebre senha, la canzone
Grândola, vila morena di
José "Zeca" Afonso (fino ad allora assolutamente proibita), da lui composta in omaggio alla "
Sociedade Musical Fraternidade Operária Grandolense" (Grândola è una cittadina del sud del Portogallo), una delle prime cooperative e associazioni operaie severamente represse dal regime. Una canzone scelta dai militari proprio perché parla di fraternità, di pace e di uguaglianza presa a simbolo da delle forze armate che, una volta tanto, fecero veramente il bene del loro popolo.
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